L’evoluzione della mobile photography

Mobile Photography

Oggi la diatriba è grande tra chi utilizza strumenti professionali per la fotografia e chi si dedica al mobile photography, cioè la fotografia attraverso il proprio smartphone.

Indubbiamente si tratta di due mondi che hanno a che fare con lo stesso tema, ma molto diversi; ciononostante, però, ci sono aspetti dell’uno che confluiscono nell’altro: in sostanza, per fare delle belle foto, anche con lo smartphone, bisogna avere esperienza, “occhio”, intuito, predisposizione, esattamente come con qualunque altro strumento.

I limiti della fotografia mobile

In effetti, le differenze che si riscontrano tra i due tipi dispositivi (mobile e professional) sono tantissime, ma sono proprio quelle che definiscono la bravura di un fotografo mobile.

Lo zoom è unico, non gestibile, spesso utilizzarlo rovina la qualità dell’immagine; il sensore è molto piccolo, cosa che va a discapito di scenari con scarsa luminosità; l’apertura dell’obiettivo (ideale, perchè, ovviamente, negli smartphone non c’è, come non c’è come in tante macchine digitali di ultima generazione) non può essere “lavorata”, per cui determinati effetti si possono ottenere soltanto studiando la scena, le sue evoluzioni, le luci, le posizioni da assumere in prima persona e tantissime altre variabili. Insomma, per fare foto artistiche e d’impatto, bisogna essere bravi fotografi esattamente come se si utilizzasse una potente fotocamera professionale, dove gli strumenti vengono in soccorso e, più che imparare a fotografare, bisogna imparare ad utilizzarli per i propri scopi!

Questo implica che entrambi i tipi di fotografi possono essere professionisti, ma prevedendo nozioni, preparazioni e studi completamente diversi, in molti casi.

Mobile Photography nel mondo

D’altro canto i nostri tempi parlano chiaro: se immagini di copertina o interi servizi fotografici comparsi anche su magazine di rilevanza mondiale (come il Time) vengono realizzati con smartphone di ultima generazione, vuol dire che tutto questo ha un senso.

Gli smartphone odierni implementano fotocamere sempre più potenti e performanti in spazi molto più contenuti e “portatili” di ingombranti dispositivi professionali, andando a vantaggio della spontaneità e del “carpe diem”.

Tant’è che è stato creato anche un prestigioso concorso in tema: il Mobile Photography Awards.

Le App per la post produzione

Inoltre, la post produzione di uno scatto realizzato in mobile è più immediata, perchè si può ottenere attraverso le App create allo scopo, scaricabili da tutti gli store, nonchè attraverso i social, soprattutto Instagram, che offrono un gran numero di filtri base con cui modificare i propri reportage.

Un consiglio, però, può tornare utile: se della fotografia mobile volete fare un mestiere o un traguardo importante, evitate di lasciare i vostri scatti esclusivamente a filtri predefiniti che, per quanto numerosi, alla fine risultano sempre “già visti”. Se proprio non volete scaricare le foto sul Pc e andare di Photo Editing con Photoshop et similia, nei marketplace è possibile trovare molte App, anche gratuite, che permettono una post produzione personalizzata al 100%, per un effetto sicuramente più apprezzabile, che può diventare anche “marchio” del fotografo, nel tempo!

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