Nomadi digitali, chi sono, cosa fanno e come lavorano?

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Quest’oggi ospitiamo un articolo di Alessia Martalò, consulente SEO che opera in zona Milano e si occupa prevalentemente di ottimizzazione on site e posizionamento organico sui motori di ricerca. Ci parla di nomadi digitali e di come, oggi, in Italia sia possibile lavorare viaggiando..

 

Mai sentito parlare di nomadi digitali? Oggi, grazie alle nuove tecnologie e alla concreta possibilità di lavorare ovunque nel mondo a patto di avere una buona connessione internet, sono sempre di più i connazionali – per lo più giovani – che decidono di abbandonare il posto fisso, l’ufficio, i colleghi e di partire per il mondo. Lo smart working, del resto, è il futuro, anche se oggi solo il 30% delle aziende italiane è disposta a far lavorare i dipendenti da remoto, anche soltanto alcuni giorni alla settimana. Negli Stati Uniti, al contrario, il 43% dei dipendenti ha già trascorso più di una settimana all’anno lontano dal consueto luogo di lavoro.

Complice, infine, una crisi economica che non lascia respiro, oggi il mondo del lavoro è sempre più variegato e flessibile. Non è un caso che freelance e partite IVA siano aumentati negli ultimi anni. I nomadi digitali sono proprio loro, chi sceglie di viaggiare e sfruttare le tecnologie per lavorare da remoto, senza alcun vincolo verso un luogo specifico.

 

Ma chi sono, oggi, i nomadi digitali e cosa fanno? Si tratta di freelance e liberi professionisti (soprattutto lavoratori del web, tra cui esperti di web marketing, consulenti SEO, sviluppatori e web designer), imprenditori e impiegati che lavorano da remoto. Ma sono soprattutto i freelance – che non hanno, di fatto, vincoli con boss, sede di lavoro e clienti – a poter vivere ovunque e lavorare da remoto. Sono loro i veri nomadi digitali.

 

Nomadi digitali: l’incognita della gestione del tempo

Come vive un nomade digitale? Com’è facile immaginare determinate professioni – quelle che, appunto, non richiedono una sede di lavoro e che possono essere svolte con il supporto di un PC – possono facilitare la scelta di poter lavorare spostandosi, seguendo esigenze personali, ambizioni e desideri.

La maggior difficoltà con cui si ha a che fare, in questi casi, è riuscire ad organizzare in maniera efficace il proprio tempo. Senza cartellini da timbrare, un ufficio-casa che dista due passi dalla spiaggia e nessun boss che controlla e monitora il proprio lavoro, la vita da nomade digitale in fondo può non essere per tutti.

Occorre saper gestire al meglio il proprio tempo, senza però farsi sommergere dal lavoro e riuscendo a ritagliare momenti per sé, e in questo le risorse pensate appositamente per nomadi digitali vengono in nostro aiuto. Il web, neanche a farlo apposta, offre una serie di utility che tutti i freelance possono adottare per lavorare nel modo migliore.

Basti pensare a Drive, per la condivisione e la gestione di documenti da remoto, ai tool di monitoring e gestione del lavoro condiviso (da Trello ad Asana), ai social e agli strumenti di marketing e promozione per dare visibilità al proprio lavoro ovunque ci si trovi. Strumenti che fino a poco tempo fa erano appannaggio di pochi visionari e che, oggi, sono praticamente indispensabili per svolgere il proprio lavoro.

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